Ecco cosa dirà domani Marino per candidarsi alla guida del Pd

Domani mattina il Foglio anticiperà il contenuto della mozione che il senatore Ignazio Marino presenterà in giornata, alla Camera del lavoro di Milano, per presentare il suo programma per il Congresso del Partito democratico. Il contenuto della mozione (il cui senso è ben riassunto nel manifesto pubblicato sul Foglio) è frutto del lavoro svolto da due delle principali anime che hanno lavorato dietro le quinte della candidatura del senatore democratico: Goffredo Bettini e Giuseppe Civati.
4 AGO 20
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Domani mattina il Foglio anticiperà il contenuto della mozione che il senatore Ignazio Marino presenterà in giornata, alla Camera del lavoro di Milano, per presentare il suo programma per il Congresso del Partito democratico. Il contenuto della mozione (il cui senso è ben riassunto nel manifesto pubblicato sul Foglio) è frutto del lavoro svolto da due delle principali anime che hanno lavorato dietro le quinte della candidatura del senatore democratico: Goffredo Bettini e Giuseppe Civati.

All’interno della mozione ci sono diversi richiami alla tutela della vita (anche nella fase terminale), all’organizzazione possibile del futuro Partito democratico (una sintesi tra il partito pesante sognato da Bersani e quello più leggero immaginato da Franceschini) e una serie di riforme possibili che riguardano temi come la lotta all’omofobia, il tema della laicità, della sicurezza, del ritorno a un bicameralismo perfetto e dell’approdo a un sistema maggioritario. Alcuni punti chiave della mozione sembrano simili a quelli che nel novembre del 2007 avevano costituito una delle basi del dialogo tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, ma il contenuto della mozione offre in fondo una piccola sorpresa: Marino, in effetti, sembra molto più franceschiniano che bersaniano.